Posidonia oceanica
Nelle acque di Cala di Volpe, nella destinazione di Costa Smeralda®, ricerca scientifica, tutela ambientale e gestione responsabile degli ormeggi si incontrano nel progetto Blue Forest di One Ocean Foundation, una delle più importanti iniziative di riforestazione marina del Mediterraneo.
Sotto la superficie della baia di Cala di Volpe si estende un patrimonio naturale di straordinario valore: le praterie di Posidonia oceanica, pianta marina endemica del Mediterraneo che contribuisce alla biodiversità, alla protezione dei fondali e all’equilibrio degli ecosistemi costieri.
È proprio in queste acque che One Ocean Foundation porta avanti Blue Forest, un progetto di tutela e ripristino delle foreste marine che integra ricerca scientifica, tecniche di trapianto e monitoraggio ambientale.
L’iniziativa, presentata dalla Fondazione come il più esteso progetto di riforestazione marina del Mediterraneo, interessa un’area di circa 80 ettari all’interno del campo boe di Cala di Volpe.
Un luogo in cui la protezione del mare ha radici profonde, grazie a un sistema di ormeggio regolamentato che da oltre vent’anni contribuisce a ridurre la pressione delle attività nautiche sui fondali.
Blue Forest: la riforestazione marina nel cuore della destinazione di Costa Smeralda®
Il progetto Blue Forest nasce con l’obiettivo di favorire il recupero delle praterie marine danneggiate e approfondire le conoscenze scientifiche sulle tecniche di ripristino della Posidonia oceanica.
Nella baia di Cala di Volpe, le attività si concentrano su un’area marina caratterizzata dalla presenza di praterie che hanno subito in passato gli effetti degli ancoraggi e della pressione antropica.
L’intervento coinvolge One Ocean Foundation, l’Università di Sassari e l’International School for Scientific Diving, con il sostegno di Smeralda Holding e di altri partner.
Il programma combina la protezione degli habitat esistenti con interventi mirati di ripristino, nella prospettiva di favorire il recupero della biodiversità e la resilienza dell’ecosistema.
La mappatura di 80 ettari di fondale
La prima fase del progetto ha previsto un’approfondita attività di studio e mappatura di circa 80 ettari di area marina.
Attraverso tecnologie come Side Scan Sonar, veicoli subacquei a controllo remoto (ROV) e immersioni scientifiche, i ricercatori hanno analizzato lo stato dei fondali e individuato le zone più adatte agli interventi di trapianto.
Questa fase conoscitiva è fondamentale per programmare le operazioni di ripristino e valutare nel tempo l’evoluzione degli habitat.
Gli 80 ettari rappresentano l’area marina studiata e interessata dal progetto, non la superficie già riforestata.
I primi 500 metri quadrati di trapianto
Secondo i dati comunicati da One Ocean Foundation nel 2025, una prima fase di trapianto ha interessato circa 500 metri quadrati di fondale.
Le operazioni hanno previsto l’impiego di biostuoie in fibra di cocco e reti metalliche di supporto, con una densità iniziale di circa 20 talee di Posidonia oceanica per metro quadrato.
Le strutture sono state predisposte per favorire la stabilità delle piante e consentirne il progressivo attecchimento.
Il progetto prevede inoltre attività di monitoraggio scientifico per valutare la crescita della vegetazione trapiantata, l’evoluzione dell’habitat e l’efficacia delle tecniche utilizzate.
Nel 2026 un nuovo intervento sostenuto da FPT Industrial
Il progetto Blue Forest ha ricevuto un ulteriore sostegno nel 2026.
In occasione della Giornata Mondiale degli Oceani, FPT Industrial ha annunciato il finanziamento di un nuovo intervento di ripristino a Cala di Volpe, relativo a una superficie di 25 metri quadrati e a circa 250 talee di Posidonia oceanica.
L’obiettivo è favorire lo sviluppo di una prateria progressivamente più densa e matura, attraverso un processo che richiede tempi lunghi e verifiche scientifiche.
Il nuovo intervento conferma la continuità dell’impegno per la salvaguardia delle foreste marine del Mediterraneo.
Il ruolo del campo boe di Cala di Volpe nella protezione della prateria
Uno degli aspetti più significativi del progetto è il legame tra ripristino ambientale e gestione regolamentata della navigazione.
Oltre vent’anni fa, Smeralda Holding ha realizzato il campo boe di Cala di Volpe con l’obiettivo di disciplinare l’accesso delle imbarcazioni e limitare gli effetti degli ancoraggi sui fondali.
Oggi Cala di Volpe Mooring, attraverso il proprio sistema di ormeggio organizzato, offre agli yacht la possibilità di sostare utilizzando boe dedicate, senza dover calare le proprie ancore sulla prateria marina.
Questa modalità di gestione contribuisce a ridurre i rischi di danneggiamento legati ad ancore e catene e rappresenta una condizione favorevole per le attività di ripristino.
One Ocean Foundation ha riconosciuto il valore di questo sistema di gestione, evidenziando l’importanza della regolamentazione degli accessi per la conservazione e il recupero dell’ecosistema.
Proteggere oggi, rigenerare per il futuro
Il progetto Blue Forest dimostra come la tutela del mare richieda un approccio integrato, capace di unire prevenzione, ricerca scientifica e interventi di ripristino.
A Cala di Volpe, la presenza del campo boe e il lavoro dei ricercatori rappresentano due azioni complementari: da una parte la riduzione della pressione degli ancoraggi, dall’altra il recupero delle aree di prateria danneggiate.
Per Cala di Volpe Mooring, questa esperienza rafforza un principio che guida la gestione della baia: offrire un servizio di ormeggio professionale significa anche contribuire alla salvaguardia dell’ambiente marino che rende questo luogo unico.
Proteggere ciò che vive sotto la superficie è parte integrante di un modo più consapevole di vivere il Mediterraneo.
